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Struttura software Finance Atena

Un progetto imprenditoriale non è un sistema immobile. Cambiano i prezzi, i costi, le condizioni di mercato, le modalità di finanziamento, le strategie commerciali e gli obiettivi degli investitori.

Per questa ragione, una valutazione economico-finanziaria non può limitarsi a produrre un unico risultato o a rappresentare l’azienda attraverso un modello rigido. Deve essere in grado di adattarsi alla complessità del progetto, simulare differenti evoluzioni e analizzare il contributo delle singole attività.

Finance Atena risponde a questa esigenza attraverso una struttura software articolata su tre livelli: Progetto, Scenario, Business Unit. Ogni livello può contenere un numero potenzialmente illimitato di elementi, permettendo di costruire modelli economico-finanziari personalizzati, confrontabili e progressivamente più approfonditi. 

Il primo livello: il Progetto

In Finance Atena, il termine “Progetto” non identifica soltanto la costruzione di un’opera o l’avvio di una nuova iniziativa. Un Progetto può rappresentare:
  • un’azienda esistente;
  • una startup;
  • una nuova iniziativa imprenditoriale;
  • un ramo d’azienda;
  • una holding o un gruppo societario;
  • un investimento immobiliare;
  • un’infrastruttura;
  • un asset materiale, immateriale o finanziario;
  • un’operazione di ristrutturazione del debito;
  • un’iniziativa multisettoriale.
Il modello può quindi essere applicato a differenti ambiti, dal Project Finance alla Corporate Finance, dal Private Equity al Real Estate, fino alla gestione delle crisi aziendali e delle operazioni finanziarie più articolate. Questa flessibilità consente di rappresentare anche progetti complessi, composti da attività appartenenti a settori differenti. Una holding, ad esempio, potrebbe comprendere società immobiliari, strutture ricettive, aziende sanitarie e attività logistiche.

Il Progetto diventa così il contenitore generale dell’analisi: lo spazio all’interno del quale vengono organizzate tutte le informazioni economiche, finanziarie, patrimoniali, fiscali, tecniche e strategiche.
 

Il secondo livello: lo Scenario

All’interno di ogni Progetto è possibile costruire diversi Scenari. Uno Scenario rappresenta un insieme preciso e coerente di ipotesi, o assumption, che descrivono una possibile evoluzione del progetto. Tali ipotesi possono riguardare:
  • volumi di vendita;
  • prezzi e tariffe;
  • costi operativi;
  • inflazione;
  • investimenti;
  • fonti di finanziamento;
  • condizioni fiscali;
  • variabili macroeconomiche;
  • elementi tecnici e produttivi;
  • rischi specifici;
  • vincoli normativi o contrattuali.
Modificando una o più assumption è possibile osservare come cambiano i risultati economici e finanziari del progetto. Lo Scenario non deve però essere inteso come un semplice ricalcolo del modello. Il suo valore nasce dalla capacità di rappresentare una visione coerente del futuro e di mettere in relazione le ipotesi con le conseguenze che producono.
 

Le “View” di Scenario: analizzare il progetto da prospettive differenti

Struttura Sw 3Un medesimo progetto può essere osservato da punti di vista diversi. L’approccio a “View” permette di organizzare gli Scenari secondo la prospettiva del soggetto interessato alla valutazione. Una stessa iniziativa, infatti, può assumere significati differenti per: l’imprenditore, gli azionisti, un investitore finanziario, una banca, un ente pubblico, un partner industriale, un potenziale acquirente, i responsabili delle singole aree aziendali.

Ogni soggetto utilizza criteri, indicatori e priorità differenti. Un investitore potrebbe concentrarsi sulla redditività del capitale, mentre un istituto finanziario potrebbe attribuire maggiore importanza alla capacità di rimborso del debito e alla sostenibilità dei flussi di cassa.

Le View consentono quindi di evitare una rappresentazione unica e indistinta del progetto. La valutazione viene costruita tenendo conto degli obiettivi e delle esigenze del soggetto che dovrà utilizzare le informazioni.
 

L’approccio a Range: dal risultato puntuale all’intervallo realistico

Uno degli errori più frequenti nell’analisi predittiva è pensare che un numero crescente di simulazioni conduca automaticamente a una previsione più attendibile. Creare decine di scenari, modificando continuamente singole variabili, può produrre una grande quantità di dati senza migliorare la qualità della valutazione. Se le ipotesi iniziali non sono realistiche o non vengono analizzate in maniera coerente, moltiplicare i calcoli non avvicina il modello alla realtà.

L’approccio a “Range” supera la ricerca di un unico risultato esatto e rappresenta il futuro attraverso un intervallo di valori plausibili. In molti casi, possono essere sufficienti tre Scenari:
  • Worst Scenario, che rappresenta una possibile evoluzione negativa;
  • Medium Scenario, che descrive una situazione intermedia e maggiormente probabile;
  • Best Scenario, che rappresenta un’evoluzione favorevole.
Il confronto tra questi Scenari permette di individuare un campo di variazione entro il quale il progetto potrebbe ragionevolmente svilupparsi. L’obiettivo non è indovinare un numero preciso, ma comprendere: quali risultati possono essere raggiunti, quali rischi potrebbero compromettere il progetto, quali variabili hanno il maggiore impatto, quali decisioni possono migliorare le prospettive future.
 

Il terzo livello: le Business Unit 

Ogni Scenario può essere suddiviso in differenti Business Unit. Una Business Unit rappresenta una componente autonoma del progetto: un’attività, un prodotto, un servizio, una linea produttiva, una società, un’area geografica o un centro di responsabilità.

Attraverso questa suddivisione è possibile analizzare il contributo delle singole componenti al risultato complessivo. Un’azienda potrebbe essere organizzata, ad esempio, per:
  • linee di prodotto;
  • canali di vendita;
  • mercati geografici;
  • stabilimenti produttivi;
  • società controllate;
  • divisioni operative;
  • attività immobiliari;
  • progetti o commesse.
Le Business Unit permettono di passare da una valutazione aggregata a un’analisi più dettagliata, individuando le aree che generano valore e quelle che assorbono risorse senza produrre risultati adeguati.
 

Le Business Unit come strumento di pianificazione strategica

Struttura Sw 4La pianificazione strategica non consiste soltanto nel definire obiettivi generali. Richiede la capacità di tradurre tali obiettivi in decisioni operative e finanziarie. La suddivisione in Business Unit consente di valutare: la redditività delle singole attività, il capitale investito in ciascuna area,  la capacità di produrre flussi di cassa, l’incidenza dei costi diretti e indiretti, il fabbisogno finanziario, il livello di rischio, il contributo al valore complessivo del progetto.
 
Queste informazioni possono essere utilizzate per decidere dove investire, quali attività sviluppare, quali riorganizzare e quali eventualmente ridimensionare o interrompere.
La struttura a tre livelli collega quindi la visione strategica alla gestione operativa
  • il Progetto definisce il perimetro generale;
     
  • gli Scenari rappresentano le possibili evoluzioni;
     
  • le Business Unit mostrano come le singole componenti contribuiscono ai risultati.

Dalla pianificazione all’ottimizzazione

La modellazione economico-finanziaria non deve limitarsi a descrivere ciò che potrebbe accadere. Deve aiutare a individuare una configurazione migliore del progetto. L’ottimizzazione consiste nel modificare la combinazione delle variabili per migliorare gli obiettivi definiti, mantenendo il modello entro condizioni realistiche e sostenibili. È possibile, ad esempio, valutare gli effetti di:
  • una diversa distribuzione degli investimenti;
  • una revisione dei costi;
  • una modifica del mix di prodotti o servizi;
  • un differente piano di finanziamento;
  • una nuova politica commerciale;
  • l’ingresso o l’uscita da un mercato;
  • la riorganizzazione delle Business Unit;
  • l’avvio, la sospensione o il potenziamento di una specifica attività.
L’ottimizzazione non coincide necessariamente con la massimizzazione del profitto. A seconda degli obiettivi, può essere orientata alla sostenibilità finanziaria, alla riduzione del rischio, alla crescita, alla stabilità dei flussi di cassa o alla creazione di valore nel lungo periodo.
 

Un sistema integrato per governare la complessità

Il valore della struttura software a tre livelli nasce dall’integrazione dei suoi componenti. Un Progetto può contenere diversi Scenari. Ogni Scenario può includere differenti Business Unit. Ciascuna Business Unit può essere analizzata singolarmente e contemporaneamente inserita nella valutazione complessiva. In questo modo è possibile passare dal dettaglio alla visione d’insieme senza perdere coerenza. La piattaforma diventa uno strumento attraverso cui:
  • organizzare le informazioni;
  • verificare la sostenibilità delle ipotesi;
  • confrontare strategie alternative;
  • individuare rischi e opportunità;
  • supportare il confronto tra i diversi stakeholder;
  • migliorare la qualità delle decisioni.
Non si tratta quindi soltanto di automatizzare calcoli, ma di adottare una metodologia capace di trasformare dati e assumption in una rappresentazione strutturata del progetto.
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In un contesto caratterizzato da volatilità, complessità e cambiamenti continui, affidarsi a un’unica previsione può offrire una visione parziale della realtà. La struttura a tre livelli di Finance Atena permette invece di osservare il progetto nella sua interezza, esplorare differenti evoluzioni e comprendere il contributo delle singole attività.

Progetti, Scenari e Business Unit non sono elementi separati, ma parti di un unico processo di analisi. Un processo che parte dalla rappresentazione della realtà, passa attraverso la simulazione e conduce alla pianificazione strategica e all’ottimizzazione.

L’obiettivo finale non è produrre più calcoli, ma generare informazioni più attendibili, leggibili e utili per costruire decisioni consapevoli.
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